CARE’ ALTO 3462 m. >25-26-GIUGNO 2022

CARE’ ALTO 3462 m – Cresta Est – via CERANA (via normale)

NB: Uscita/gita da confermare in base alle previsioni meteo

La conferma gita verrà comunicata per SMS/WhatsApp ai partecipanti iscritti

LA VIA CERANA – CRESTA EST (III , 40°), è la via più diretta che sale dal Rifugio Carè Alto. Itinerario bello e alpinisticamente interessante che offre passaggi su roccia e tratti di misto facile.

Accesso:

Dal paese di Spiazzo si prende una stradina stretta sulla sinistra (provenendo da Tione di Trento) e si sale per circa 7 Km lungo la Val di Borzago fino a giungere in un ampio parcheggio in località Pian Della Sega (m 1250).

Descrizione della salita Rifugio:

Seguendo la evidente segnaletica (sentiero n.213), si entra in un fitto bosco di abeti seguendo un’ampia carrareccia e, poco dopo, si esce, proseguendo dritti, su un sentiero circondato da più bassi arbusti.

Si prosegue fino a giungere ad un ponte con funi d’acciaio teso sul Rio Bedù di Pelugo.

Oltre il torrente inizia una salita, con buona pendenza, sempre costante, su sentiero con grosse pietre che ci porterà fino al rifugio Carè Alto 2459 m .

Descrizione della salita CARE’ ALTO:

Dal rifugio si prende il sentiero di guerra (segnato) che sale con qualche tratto esposto fino alla bocchetta del cannone (2827m).

La traccia termina qui, seguire i radi ometti lungo la morena tra grossi massi o neve in direzione della vedretta di Conca e dell’evidente canale E della cima.

Raggiunta la vedretta, a seconda dell’innevamento l’ultimo tratto può essere abbastanza ripido ripido (40°) e su ghiaccio misto a detriti.

Solitamente si supera sul margine destro del ghiacciaio, dove questo presenta un canalino meno ripido.

Guardando sulle roccette sulla destra, in basso e a destra rispetto all’evidente paretina fessurata (tratto chiave) sono visibili dei grossi bolli rossi che identificano il punto dove passare dal ghiaccio alla roccia (circa 3000m).

Sempre a seconda dell’innevamento lo zoccolo basale può essere più o meno lungo, inizialmente la roccia è sporca di detrito.

Un primo tratto ripido di circa 20m 2°grado (chiodo inizialmente) porta a un ancoraggio con cordino metallico e bollo.

Seguire verso sx su terreno facile ma esposto seguendo i bolli rossi fin sotto l’evidente paretina fessurata dove si trova un ancoraggio con 3 chiodi (60-70m 1°).

La “paretina”, lunga 33m e di grado 3°, è solcata da più fratture parallele, dalla sosta salire verticalmente e leggermente verso sinistra, per poi verso la fine tendere leggermente a destra, si trovano infissi due chiodi, uno a metà e uno verso la fine, è possibile integrare con friends o cordini su spuntoni.

Giunti sul filo di cresta si può sostare su cordino metallico leggermente a valle o su uno dei numerosi blocchi incastrati, la roccia è di ottima qualità e l’arrampicata molto divertente.

Ora si apre la vista sulla vedretta di Lares e tutte le vette verso NO, qui inizia il filo di cresta.

Per un lungo tratto il percorso non è strettamente obbligatorio e le difficoltà non superano il 1° grado, conviene procedere mantenendosi vicino al filo di cresta per passare sempre sul versante N aggirando i tratti più difficili, per poi appena possibile riportarsi verso il filo.

Indicativamente dopo 1 ora dal superamento della paretina si arriva a una forcella posta sul filo dove la cresta presenta un passaggio caratteristico: verso S troveremo una placca quasi verticale mentre a N terreno ripido, nel mezzo la famosa “gobba d’asino”, una dorsale poco ripida ma molto stretta, lunga circa 35m.

A metà vi è un chiodo e in sosta si trova un cordino metallico, può essere superata in punta di piedi (più elegante ma esposto) oppure a cavalcioni, 1°/2°grado.

La cresta torna a rispecchiare le caratteristiche precedenti fino a un terzo e ultimo tratto più tecnico, il “passo del friends” trovandosi di poco sul versante N in un punto di rocce bianche di frana, si trova una breve fessura che va da destra a sinistra, ci sono 2 friends incastrati (passaggio di 2°grado) e poco dopo un fix.

In breve ci si trova in cima a un piccolo torrione (sosta con fix e chiodo), in vista della cima, del ristrutturato baraccamento di guerra e del volano della teleferica.

Si disarrampica verso N per scendere e su terreno facile si prosegue passando accanto al volano (possibile deviazione verso il basso per vedere la baracca).

Per arrivare alla forcella sotto la cima, allo sbocco del canalone E, si segue un traverso detritico di 1° grado.

Dalla forcella, lungo la via normale, 30m di 1/2°grado su roccia bella e compatta portano direttamente alla croce.

DISCESA: La discesa più semplice e diretta è lungo la via normale, si può anche scendere per la stessa cresta Cerana ma risulta più complesso.
Dalla cima si scende al colletto raggiunto in precedenza, individuare i bolli rossi che scendono lungo la cresta NNO e seguirli, il percorso è marcato con bolli e frecce.
Prestare attenzione a un tratto dove occorre girare lo spigolo verso Ovest (val di Fumo) con passo esposto (fix e cordone poi chiodo), da qui entrare nella finestra del bunker oppure salire verso staffa metallica per poi fare una breve calata.
Si continua in discesa fino a un punto della cresta dove si reperisce sosta a fix con catena.
Due calate (la prima da 17m la seconda dipende dall’innevamento) lasciano sulla vedretta di lares, al margine di quel che resta della “pala nord”.
Da qui ci sono due possibilità: si scende verso la sella di Niscli (direzione lago di Lares) per raggiungere il sentiero dei Pozzoni (segnato).
Esiste una variante più diretta ma con qualche tratto esposto e sengata solo da ometti: prendendo come riferimento il Croz de la Stria (evidente spina rocciosa) la si punta uscendo prima dal ghiacciaio in una zona di placche montonate, le si scendono seguendo gli ometti passando a circa un centinaio di metri dal Croz de la Stria.
Seguire la dorsale di placche fino a intercettare il sentiero nei pressi del guado con cordini d’acciaio. Da qui lungo il sentiero segnato al Bus del Gat.
ALTERNATIVA

Dal Rifugio Care’ Alto (mt. 2459) per la cresta Nord-Ovest (via normale).

La salita estiva da questo versante (seguito dai primi salitori), se effettuata lungo l’itinerario indicato, non presenta particolari difficoltà, ma richiede buona pratica di ghiacciaio e padronanza nelle manovre di corda. Dal Rif. Carè Alto con il sentiero 215 si raggiunge la Sella di Niscli, da questa si risale la Vedretta di Lares in direzione O fino a raggiungere l’attacco (segnato) al piede della cresta NO. Si sale leggermente in diagonale per delle rampe fino ad un ancoraggio appena sotto il filo di cresta (è presente anche un ancoraggio nella parte bassa della rampa iniziale visibile ed utilizzabile a seconda dell’innevamento). Continuando seguendo il più possibile il filo della cresta (segnato) si raggiunge la vetta.
La discesa si effettua per la via di salita. Per raggiungere la vedretta di Lares si può effettuare una calata (vedi foto tratto verde) che affianca la rampa di salita, utilizzando uno o due ancoraggi fissi a seconda dell’innevamento e della lunghezza della corda.



ATTREZZATURA: corda da minimo 35m, ramponi, picozza, possono tornare utili 2/3 friends medi.

Dislivello di salita: 2220 Tempo di salita: 8,00 h Difficoltà:  EEA – AR – III – AD

NB:I partecipanti che si presenteranno senza le dovute attrezzature richieste non saranno accettati alla gita/uscita.

ABBIGLIAMENTO: Adeguato alla gita e stagione

ISCRIZIONI: Presso la sede G.E.S.A.-C.A.I. sera dalle ore 21,00 alle ore 23,00

SMS / WhatsApp al 339.1296657 referente Guido

e.mail: infogesacai@gmail.com

CHIUSURA ISCRIZIONI > Chiusura iscrizioni entro le h.14,30 del /06/2022

RITROVO/PARTENZA 25-06-’22: via G.Quarenghi ang. via E.Kant dove c’è la chiesa Regina Pacis ore

QUOTE: Soci G.E.S.A.-C.A.I. €. 3,00/gg. # Soci C.A.I. €. 4,00/gg.

Quota rifugio 1/2 pensione: €.

NB. Visto le ‘difficoltà tecniche’ di percorso, non verranno accettate le iscrizioni NON Soci C.A.I.

La gita si effettuerà con auto proprie; ciascun passeggero dividerà le spese A/R con il proprio autista

Il G.E.S.A.-C.A.I. si riserva la facoltà di modificare itinerari ed orari -a suo insindacabile giudizio ed anche in corso di gita- ove particolari circostanze lo rendessero opportuno.

Il G.E.S.A.-C.A.I DECLINA OGNI RESPONSABILITA’ PER IL CASO DI INCIDENTI AI PARTECIPANTI

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